La bici da pista: caratteristiche, componenti e differenze con la bici da strada

(Track Bike Explained: Features, Components, and Differences Compared to a Road Bike -> read here)

L’Angolo di Francesca — Episodio 3

La bici da pista è uno strumento estremamente semplice nella sua struttura, ma molto specifico.
Ogni componente ha una funzione precisa ed è pensato per essere utilizzato solo ed esclusivamente in velodromo.

Capire come è fatta una bici da pista e in cosa differisce da una bici da strada è fondamentale, sia per chi vuole iniziare ad andare in pista, sia per chi vuole comprendere meglio cosa sta guardando durante una gara.

Questo articolo riprende e approfondisce gli stessi concetti spiegati nel video de L’Angolo di Francesca – Episodio 3, girato dal Lee Valley Velodrome di Londra, pista olimpica dei Giochi 2012.


Cos’è una bici da pista e a cosa serve

La bici da pista è progettata per:

  • correre su una superficie liscia e inclinata
  • mantenere velocità elevate in modo costante
  • eliminare tutto ciò che non è strettamente necessario

In velodromo non esistono salite, discese o cambi di pendenza, quindi il peso non è una priorità assoluta come su strada.
Ciò che conta davvero è avere una bici:

  • rigida
  • reattiva
  • stabile e prevedibile alle alte velocità

Le quantità di potenza sprigionate sui pedali in pista sono molto elevate, così come le velocità sostenute: la bici deve rispondere in modo preciso e immediato.


Telaio e geometrie: perché sono diverse dalla strada

Il telaio di una bici da pista è profondamente diverso da quello di una bici da strada:

  • geometrie più aggressive
  • maggiore rigidità
  • carro posteriore corto
  • posizione di guida più avanzata

In pista è molto comune utilizzare una taglia di telaio più grande rispetto alla strada.
Ad esempio, io utilizzo:

  • taglia 54 su strada
  • taglia 58 in pista

Questo perché le geometrie sono studiate per la stabilità alle alte velocità e per un trasferimento di potenza ottimale.

Oggi la differenza tra telai da sprinter ed endurance è meno marcata rispetto al passato: spesso la vera distinzione avviene nella componentistica e nella posizione, più che nel telaio stesso.

La maggior parte dei telai da pista non prevede:

  • passaggio cavi
  • supporti per freni
  • attacchi per borracce

Le ruote: una delle differenze più evidenti

Una delle prime cose che si notano su una bici da pista sono le ruote.

Nel mio caso, nel video utilizzo:

  • ruota lenticolare posteriore
  • ruota a cinque razze anteriore

In pista sono comuni:

  • tre razze
  • quattro razze
  • cinque razze
  • ruote ad alto profilo

In alcune discipline individuali (non di gruppo) è consentito anche l’uso della lenticolare anteriore.


Tubolare o copertoncino

In pista si utilizza ancora moltissimo il tubolare, molto più che su strada.

Il motivo principale è il feeling di guida:

  • maggiore controllo
  • comportamento più prevedibile
  • migliore risposta nei cambi di direzione frequenti

Per questo molti atleti continuano a preferire il tubolare rispetto al copertoncino, soprattutto nelle gare di gruppo.


Scatto fisso: la differenza fondamentale

La caratteristica principale della bici da pista è lo scatto fisso.

Questo significa che:

  • i pedali girano sempre insieme alla ruota posteriore
  • non esiste la ruota libera
  • non si smette mai di pedalare

In pista:

  • non ci sono freni
  • per rallentare si modula la pedalata
  • fermarsi di colpo è pericoloso

Lo scatto fisso permette:

  • controllo totale della bici
  • fluidità
  • gestione precisa della velocità

Rapporti: una sola marcia, scelta con criterio

La bici da pista ha:

  • una sola corona
  • un solo pignone
  • un solo rapporto per tutta la gara

Nel video, ad esempio, utilizzo un 68×18, perché in quell’evento la scelta del rapporto non era libera.

Il rapporto viene scelto in base a:

  • tipo di gara
  • specialità (sprint o endurance)
  • sensazioni dell’atleta
  • preferenze personali
  • avversari presenti

La scelta del rapporto fa parte della preparazione e non può essere modificata durante la gara.


Manubrio e posizione in sella

Un’altra grande differenza rispetto alla strada è il manubrio.

In pista:

  • il manubrio è “nudo”
  • non ci sono comandi
  • non ci sono leve freno

È molto comune vedere componenti realizzati su misura.

Nel mio caso:

  • manubrio omologato UCI
  • attacco manubrio custom

Questo permette di ottenere una posizione:

  • studiata in galleria del vento
  • ottimizzata per la massima performance

Qui emerge una differenza più netta tra:

  • sprinter, che usano manubri più tradizionali
  • endurance, che negli ultimi anni utilizzano manubri con appoggi superiori (“corni”) per una posizione simile a quella da cronometro

Per discipline come:

  • inseguimento
  • quartetto
  • chilometro da fermo

si utilizzano vere e proprie estensioni da cronometro.


Pedivelle: una scelta personale

Anche in pista la lunghezza delle pedivelle è soggettiva.

Personalmente utilizzo pedivelle da 165 mm, ma:

  • c’è chi preferisce pedivelle più lunghe
  • chi più corte

Dipende da biomeccanica, stile di pedalata e preferenze individuali, esattamente come su strada.


Conclusione

La bici da pista è uno strumento essenziale, tecnico e altamente specializzato.
Semplice all’apparenza, ma progettato per un ambiente chiuso, controllato e ad altissime velocità.

Capire come funziona aiuta a:

  • muoversi correttamente in velodromo
  • allenarsi in sicurezza
  • interpretare meglio le gare
  • comprendere le scelte tecniche degli atleti

Guarda il video completo

🎥 L’Angolo di Francesca #3 – Caratteristiche della bici da pista e differenze con la bici da strada
Girato dal Lee Valley Velodrome di Londra, pista olimpica 2012.

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